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La dottoressa congolese Colette Kitoga Habanawema, che per due settimane è stata ospite della Provincia, ringrazia la comunità pisana per la generosità

E’ passato oltre un mese da quando sono venuta nella vostra città e il sogno di poter dare più speranza ai miei bambini e ragazzi è già diventata realtà. Oltre al sostegno di beni materiali, preziosissimo naturalmente, mi avete regalato la forza e la speranza per continuare a lavorare. Dal 14 al 28 marzo scorsi, nel corso della mia permanenza a Pisa a seguito dell’invito della Provincia, ho partecipato ad incontri pubblici con istituzioni, cittadini e studenti, parlando delle attività dei quattro centri in cui opero nella Repubblica Democratica del Congo, in particolare nelle province del Sud Kivu e del Nord Katanga, a favore di circa 5.000 tra bambini, ragazzi e donne, vittime della distruzione che ha devastato il Congo e il Rwanda dal 1996 e che fino ad oggi ha provocato oltre 3,5 milioni di morti. Porto in Congo anche una somma di denaro frutto della generosità pisana, soldi che saranno da voi depositati su un nostro conto corrente. Ma il mio grazie va ben oltre la cifra raccolta e ad alcune strumentazioni già in mio possesso che, confermo, sono necessarie in assoluto: va all’energia e alla stima che mi avete donato, compresa la cena interetnica offerta dalle donne immigrate a convalida del contributo della vostra bella città alla creazione di una società mondiale pacificata. Sono stati momenti emozionanti che conserverò nel mio cuore e che cercherò di trasmettere ai miei bambini, naturalmente con i disegni ed i propositi di amicizia e sostegno che i loro coetanei degli istituti scolastici pisani mi hanno consegnato con le bandiere della pace. Vi ho raccontato della nostra guerra dimenticata, iniziata molti, molti anni fa. Il Congo ha la sfortuna di essere uno dei Paesi più ricchi al mondo. Ha tutto: dal petrolio all’uranio, dal legno pregiato all’acqua, dall’oro ai diamanti e altri metalli di grande interesse per le nuove tecnologie. Tutte queste abbondanze però non sono a beneficio del popolo che, in contraddizione totale, è uno dei più poveri. La gente è lasciata nell’ignoranza, un bambino su tre non è registrato alla nascita, uno su quattro è analfabeta. E se c’è ignoranza non c’è neanche la consapevolezza dei propri diritti: se le persone li conoscessero forse inizierebbe la vera guerra che le porterebbe a non essere più vittime. Una sensibilità sta nascendo, ma è ancora poco. In ogni modo la storia ci riserva sorprese e magari la rivoluzione arriverà prima e farà molto rumore. Nell’attesa del cambiamento culturale, lancio quindi un appello, senza polemica (non ho tempo per farne, credetemi, sapeste quanto c’è da fare con 5.000 ragazzi), ma se volete capire cosa veramente accade in Congo e Rwanda ve lo racconterò nei minimi dettagli. Scrivetemi all’indirizzo cmmasbl@yahoo.fr e risponderò.

Colette Kitoga Habanawema - Medico Congolese